La semina dei casino’ in Italia?
Il governo sta pensando di dare l’ok, per aprire le case del gioco, nel centro e nel sud Italia; anche se, a dire il vero, gia’ i 4 casinò italiani vedono un calo del -4% negli incassi del 2008. Il presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi che con la crisi, la miglior cosa possa essere quella di aprire casino’: “I tempi sono maturi per creare nuovi casino’ nel Centro e Sud Italia – afferma Renato Schifani – in questo modo aumenteremo la risposta italiana alla concorrenza degli altri Paesi del Mediterraneo”. “Essere contrari, oggi, non si giustifica piu’ – aggiunge – i casino’ sono una nuova risorsa turistica da promuovere nei territori che ne sono sprovvisti. Costituiranno ulteriore attrattiva per i tradizionali flussi turistici e ne susciteranno di nuovi e interessanti per l’economia di settore”. E’ vero che, taluni degli attuali casinò italiani, mostrano qualche segno di crisi, ma e’ altrettanto vero che le ragioni vanno ricercate al di fuori del venir meno di uno specifico interesse degli utenti”. Eccitata all’idea e’ Michela Brambilla, sottosegretario al Turismo, che dice: “Apriamoli ovunque in Italia, a cominciare dagli alberghi a cinque stelle, solo per gli ospiti. E’ una formula per garantire alle nostre strutture ricettive di poter competere con quelle degli altri Paesi europei, a cominciare da Francia e Spagna”. Ma diamo un’occhiata alla situazione italiana: nel 2008, i quattro casino’ italiani (Campione, Saint Vincent, Sanremo e Venezia) hanno realizzato 562 milioni di introiti, registrando un calo del 4%. I visitatori sono stati, pero’, 3,5 milioni, in aumento del 15%. I dati dell’European Casino’ Association collocano l’Italia al 7° posto nel mercato europeo, che vale 9,3 miliardi di euro. Si mantiene in testa la Francia, con 2,5 miliardi di incassi. Il nostro, infatti, e’ tra i Paesi con meno case da gioco sul proprio territorio. I casino’ italiani sono quattro contro i 188 della Francia, i 150 della Repubblica Ceca, i 131 della Gran Bretagna, i 125 dell’Estonia, i 70 della Germania, i 35 della Spagna, i 20 della Croazia, i 17 della Svizzera, i 12 dell’Austria, gli 11 dell’Olanda, i 10 della Slovenia, i 9 della Grecia e gli 8 di Portogallo e Belgio. Qui di seguito, vi riportiamo le proposte di legge fatte dal governo, per l’apertura dei nuovi casino’. Tante le località prescelte: Stresa, Gardone Riviera, San Pellegrino Terme, Viareggio, Fiuggi, Ostuni e Taormina. Un ordine del giorno, accolto dal governo il 25 agosto 2008, prevede che in Italia possano essere aperti al massimo dieci casino’, collocati nelle quattro aree geografiche in cui e’ stata suddivisa la penisola: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria (zona 1); Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche (2); Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria (3); Sardegna e Sicilia (4). C’e’ qualcuno, pero’, che non e’ d’accordo del tutto; e’ la Federgioco che dice: “La situazione tra domanda e offerta e’ equilibrata e, dunque, un aumento di numero ci sembra davvero inutile”.



